@Dynam0
Ci sono persone che attraversano...

...la nostra vita come una stagione, altre invece restano dentro di noi, anche quando tutto il resto è cambiato.
Io l’ho conosciuta quando eravamo poco più che ragazzi.
Il primo giorno di scuola mi sedetti accanto a lei quasi per caso. Non ricordo neanche perché proprio quel posto fosse libero. Ricordo però il suo sorriso quando mi disse:
“Ciao, io sono…” Da quel momento diventammo inseparabili. Passavamo le giornate a parlare di tutto: compiti, sogni, film, musica. A volte ridevamo così tanto che i professori ci rimproveravano. Altre volte restavamo in silenzio, ma era uno di quei silenzi che non pesano mai.
Siamo diventati subito migliori amici... o almeno, questo è quello che dicevo a tutti.
Quello che non dicevo era che, piano piano, qualcosa dentro di me stava cambiando.
Era solo quella sensazione strana quando entrava in classe e io la cercavo con lo sguardo.
Era il modo in cui ricordavo ogni dettaglio di quello che mi raccontava.
Era il fatto che nessun pomeriggio sembrava abbastanza lungo quando stavamo insieme.
Un giorno mi resi conto della verità.
Mi ero innamorato di lei.
Ma non dissi nulla...
Avevo paura. Paura di rovinare tutto. Paura che, se glielo avessi detto, avrei perso anche quell’amicizia che per me significava tutto. [Dopotutto venivo da un periodo molto buio della mia vita e non avevo nessuno]
Così rimasi in silenzio...
Gli anni di scuola passarono veloci.
Compiti, interrogazioni, gite scolastiche, risate nei corridoi.
Lei era sempre lì, al posto accanto al mio.
E io continuavo a pensare: forse un giorno glielo dirò.
Ma quel giorno non arrivò mai...
Poi la scuola finì.
La vita iniziò a portarci in direzioni diverse, come succede sempre. All’inizio ci sentivamo spesso. Poi un po’ meno. Poi ancora meno.
Un giorno mi disse che si sarebbe trasferita in Germania.
Le dissi che ero felice per lei e in parte lo ero davvero.
Un pomeriggio vidi una sua foto sui social.
Indossava un vestito bianco e sorrideva come sempre.
Si era sposata.
Rimasi a guardare quella foto per molto tempo. Non provavo rabbia, né gelosia. Solo una strana nostalgia, come quando senti una canzone che ti riporta indietro nel tempo.
Pensai a quel banco di scuola.
Alle risate.
Alle cose che non ho mai detto.
E per la prima volta capii una cosa.
Non mi pentivo di essermi innamorato di lei.
Mi pentivo solo di non aver avuto il coraggio di dirglielo.
Perché alcune persone entrano nella nostra vita e non se ne vanno mai davvero.
Lei, per me, sarà sempre la ragazza del banco accanto.
E forse, in qualche angolo del mio cuore, lo sarà per sempre... Mi manchi D