@nuvoledidrago
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mi sveglio ogni mattina e le mie azioni sono meccaniche, mosse da qualcosa che non mi appartiene.
non so quando è cominciato tutto questo, non ricordo neanche di aver avuto un momento bello nella mia vita.
torno a casa, mangio, mi butto sul letto e aspetto che la vita mi passi davanti.
non aspetto nulla in particolare, non una cosa positiva e neanche una negativa.
semplicemente resto inerme al cambiamento.
non provo nulla, non provo più niente, forse non ho mai provato qualcosa.
respiro, sento che lo faccio, sento solo quello.
sono inopportuna? non lo sono? cerco il silenzio, perché è l’unica cosa che non mi opprime.
penso che nella vita non farò nulla, penso che forse il mio destino è quello e che nulla potrà mai cambiare.
non appartengo ad alcun posto, a nessuna persona… forse nemmeno a me stessa.
vorrei stendermi sul prato, sentire l’erba bagnata le cui gocce influiscono su ciò che porto.
guardare al cielo e all’immensità di esso e cosa gli si nasconde dietro.
respirare, respirare, piangere, perdere il fiato e poi… e poi non lo so.
il tempo passa, ognuno di noi ne ha una percezione diversa.
voglio sentire il freddo, coprirmi abbastanza da sentirlo meno ma non fino a non sentirlo più.
non provo affetto, o forse sì.
i problemi degli altri non sono mai stati i miei, i miei problemi non mi interessano e così i loro.
respirare, respirare, piangere, perdere il fiato e respirare di nuovo.
il cuore batte, la mia anima è in pena.
ogni parte del mio corpo fa male.
forse sento tutto troppo intensamente, così tanto da avere l’impressione di non provare nulla.
respiro e alla fine… spero? spero sempre di essere lontana da qui.
sento freddo, ma se mi copro non lo sento più.
sto male, ma se guarisco poi io chi sarò se non il mio dolore ammassato da carne ed ossa che costituiscono il mio corpo?
respiro, come si fa?
perché sono qui? non appartengo a nessun posto, vorrei appartenere ad un posto.
non lo farò.
cerco nel passato di altri una proiezione di quello che potevo essere e che non sono.
ma io l chi sono?