@Ciaoscrivocose

10/08/2025 alle 22:15

pls siate gentili e non ignorate ciò che ho scritto

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Recensione de “La morte di Ivan Il’ic”

L'autore del libro “La morte di Ivan Il’ic” è Lev Tolstoj, scrittore considerato come il padre della letteratura russa. Nacque nel 1828 a Jasnaja Poljana. Dopo il servizio militare nella guerra di Crimea, pubblicò opere memorabili come “Guerra e pace” e “Anna Karenina”. Negli anni maturò una profonda crisi spirituale, abbracciando ideali di non-violenza e rifiuto della proprietà privata. Morì nel 1910, lasciando un’eredità letteraria e morale universale.

Il racconto ha per protagonista Ivan Il’ic, Consigliere della Corte d'appello, ha sempre vissuto la sua vita nel rispetto del decoro. Un nobile impiego, una moglie e due figli, una spaziosa casa… insomma, Ivan Il'ic ha tutto ciò che gli permette di essere visto come un uomo felice.

Il protagonista era “confortato dall'approvazione della società” a tal punto che iniziò a lavorare, si sposò ed ebbe dei figli, proprio per saziare la fame di quella società che lo porta presto a dimenticare di vivere per saziare la sua di fame.

E così, Ivan Il’ic, colpito improvvisamente da un male senza cura, si ritrova circondato da una menzogna, dall'indifferenza dei suoi famigliari e dei suoi conoscenti che vedono nella sua malattia e nella sua imminente morte un impiccio, un capriccio, un qualcosa che c'è a causa sua e che si poteva evitare.

Nei loro animi non c'è sofferenza, non c'è compassione, non c'è pietà.

Ivan Il’ic, confortato solo dal buon cuore del suo servitore Gerasim, aspetta la morte, solo, ponendosi un quesito: “Ho vissuto come dovevo?”

Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1886, è composto da 96 pagine. Le vicende si svolgono a San Pietroburgo intorno al 1880.

Il genere è narrativo-filosofico, prevalentemente si alternano sequenze narrative e dialogiche. Il linguaggio usufruito dall'autore è medio-alto, e nonostante i periodi lunghi, la lettura risulta scorrevole e per nulla complicata. A creare un'atmosfera intensa sono le anafore, le iperboli e le similitudini spesso utilizzate da Tolstoj.

“La storia della vita di Ivan Il’ic è la più semplice, la più comune e la più terribile.”

Con questo incipit Tolstoj ci immerge nella storia del protagonista.

È una frase che immediatamente dà spazio ai temi del racconto.

La vita di Ivan Il’ic è la più comune perché lui, come tutti gli altri, non ha mai ascoltato se stesso. Ma si è limitato a compiere le azioni di chi, come lui, ha imitato le azioni di altri uomini per sentirsi all'altezza di quegli stessi uomini.

In pratica un circolo vizioso che non ha fine.

E proprio per questo, Tolstoj afferma che la sua fosse la vita più terribile.

Ivan Il’ic era ormai diventato un uomo che viveva per abitudine e che, influenzato e plasmato dalla società, non si poneva più alcuna domanda, rinunciando ad ogni timido tentativo di ribellione.

L'autore sfrutta il tema della morte per metterci di fronte alla vera e cruda ipocrisia dell'uomo.

Tutti i personaggi, alla comunicazione della morte del protagonista, si abbandonano alla classica retorica del “Cosa aveva? Pover'uomo! E il patrimonio?"

Nessuno, però, si era preoccupato di come egli stesse quando era in vita.

Tutti nei loro sguardi custodivano l'arroganza e il disprezzo nei confronti di un uomo che stava morendo.

Perché Ivan Il’ic, privo di forze e vittima di una malattia senza pietà, si era concesso il privilegio di non essere più l'uomo d'un tempo, di non essere più l'uomo ben visto dalla società che rispettava ogni aspettativa.

Ormai avvelenati dall'egoismo e dalla superficialità, i personaggi non si sono dati la possibilità di puntare ad essere migliori di ciò che erano.

Hanno deciso di sottrarre al protagonista il diritto di piangere per la sua morte inevitabile, rinnegandola e ignorandola.

Hanno deciso di trovare in lui il colpevole, mossi dalla soffocante paura di ammettere che, per la prima volta, c'è un qualcosa più grande dell'essere umano e che ignora la sua volontà: l’impotenza dell'uomo di fronte alla morte.

"Di nuovo restava solo con lei. Faccia a faccia con lei, senza poter fare nulla. Tranne guardarla e rabbrividire."

Lei, la morte, temuta da ogni essere umano.

Eppure, non si è mai realmente consapevoli della sua potenza e crudeltà fino a quando non ci accoglie alla sprovvista. Arriva silenziosa, e troppo tardi ci fa capire che abbiamo perso il nostro tempo a causa di rancori, piaceri e pretese senza valore.

L'unicità del libro di Tolstoj sta proprio qui, nella morte. L'autore ci offre una visione alternativa di tale fenomeno.

Questa non è la fine di qualcosa, ma è l'inizio di un nuovo avvenire. È la liberazione.

Il vero nemico non è la morte.

Ivan Il’ic quando la incontra vede la luce, si libera da ogni dolore e sente la pace.

Si lascia alle spalle quella vita che fino all'ultimo istante lo ha oppresso con la menzogna.

Il nemico, dunque, è la vita?

“L'unico punto luminoso era là, indietro, all'inizio della vita, poi tutto era diventato sempre più nero, sempre più veloce.”

No, non è la vita.

È questo teatro che l'uomo ha costruito.

È il dover fingere di essere felici e pienamente realizzati.

È questo tribunale che i giudici hanno trasformato nelle nostre case, dove in ogni luogo c'è per forza un colpevole.

“Forse non ho vissuto come dovevo (...) Ma se ho sempre fatto tutto secondo le regole?”

È proprio questo il punto.

Mentre seguiva le regole del decoro, l'opinione generale saliva, e senza che egli se ne accorgesse, la vita gli era già sfuggita tra le dita.

Ho trovato questo libro semplicemente affascinante. Il modo in cui Tolstoj ha offerto una nuova prospettiva della morte, mi ha profondamente colpita. E tramite la morte ha messo a nudo, sotto gli occhi di tutti, il lato oscuro e allo stesso tempo più conosciuto dell'essere umano. Consiglio caldamente questo libro a chiunque voglia immergersi in una nuova lettura, e sicuramente, grazie alla penna di Tolstoj, avranno modo di vedere la vita con occhi diversi.

+4 punti
8 commenti

@NSCCYT

un anno fa

La mando a un mio che se ne intende molto più di me, se per te va bene

+1 punto