@Weltanschauung
Non fate leggere questo mio post ad un europeista.

Immaginate che ci siano due piccoli Stati, entrambi grandi quanto le Marche ed in riva al mare.
Lo Stato A è una Repubblica indipendente, mentre lo Stato B è una Repubblica appartenente all'Unione Europea.
Entrambi gli Stati hanno in comune che la loro economia dipende quasi interamente da un'isola a 3 km dalla costa, dalla quale ricavano terre pregiate che vendono in tutto il mondo.
Entrambe le nazioni hanno un PIL di 10 miliardi di euro, e vendendo lo stesso prodotto, sono in concorrenza diretta.
Ad un certo punto, lo Stato A si rende conto che l'uso di traghetti per trasportare le preziose terre ne rallenta la distribuzione, e decide così di costruire un ponte. Costo stimato: 1 miliardo di euro, il 10% del PIL.
Non avendo a disposizione tale somma, ma avendo una banca centrale sotto controllo dello Stato, opta per stampare interamente il miliardo che gli occorre. A costruire il ponte impiegano un anno, in quel periodo l'occupazione cresce, e parte del capitale investito rientra nelle casse dello Stato grazie alle tasse: l'inflazione generata è zero.
Grazie a questa strategia, lo Stato A aumenta la propria produzione di terre pregiate del 12%, e di conseguenza decide di abbassarne il prezzo. Ora più nazioni estere decidono di comprare terre dallo Stato A: PIL e ricchezza aumentati del 10%.
Lo Stato B, vistosi ridurre il PIL del 10% a causa dello Stato A, decide quindi di costruire la medesima infrastruttura.
Il problema è che l'Unione Europea non gli consente di sforare in debito il 10% del PIL, e il loro attuale PIL è di 9 miliardi di euro.
Si rivolge quindi a Bruxelles, che ne autorizza lo sforamento, ma con delle condizioni inviolabili.
Le più importanti sono: il progetto deve rispettare tutte le normative europee sui materiali e il tipo di struttura, e il ponte verrà costruito passando da una gara d'appalto europea. Costo finale stimato: 5 miliardi di euro.
Lo Stato B accetta.
Dopo 2 anni ha il progetto.
Dopo 4 anni la gara d'appalto viene vinta da una ditta tedesca.
Dopo 10 anni il ponte è concluso.
In questi 10 anni lo Stato B, su quei 5 miliardi di euro al 5% annuo, ha pagato quasi 2 miliardi di euro SOLO IN INTERESSI.
A differenza dello Stato A, lo Stato B non ha investito internamente, dato che i lavori vengono svolti da aziende estere, non ha aumentato l'occupazione, molte meno tasse sono rientrate nelle casse dello Stato, e molte nazioni estere ormai comprano dallo Stato A. Quindi, ha dovuto fare nuovo debito per ripagare il debito precedente.
Nel frattempo lo Stato A ha costruito una ferrovia, ora ha aumentato la produzione del 40% e vende il prodotto al 30% in meno rispetto allo Stato B.
Dopo questi 10 anni lo Stato B va in default a causa degli interessi sul debito, i suoi abitanti migrano in Germania o in Inghilterra a fare da manodopera sottopagata, e la stampa europea accusa lo Stato A di essere una dittatura nazista in quanto il suo Presidente è stato rieletto per la terza volta di fila dopo aver aumentato la ricchezza del 30% in 10 anni.
Fine.