@Weltanschauung

07/04/2025 alle 19:44

Non fate leggere questo mio post ad un europeista.

Non fate leggere questo mio post ad un europeista.

Immaginate che ci siano due piccoli Stati, entrambi grandi quanto le Marche ed in riva al mare.

Lo Stato A è una Repubblica indipendente, mentre lo Stato B è una Repubblica appartenente all'Unione Europea.

Entrambi gli Stati hanno in comune che la loro economia dipende quasi interamente da un'isola a 3 km dalla costa, dalla quale ricavano terre pregiate che vendono in tutto il mondo.

Entrambe le nazioni hanno un PIL di 10 miliardi di euro, e vendendo lo stesso prodotto, sono in concorrenza diretta.

Ad un certo punto, lo Stato A si rende conto che l'uso di traghetti per trasportare le preziose terre ne rallenta la distribuzione, e decide così di costruire un ponte. Costo stimato: 1 miliardo di euro, il 10% del PIL.

Non avendo a disposizione tale somma, ma avendo una banca centrale sotto controllo dello Stato, opta per stampare interamente il miliardo che gli occorre. A costruire il ponte impiegano un anno, in quel periodo l'occupazione cresce, e parte del capitale investito rientra nelle casse dello Stato grazie alle tasse: l'inflazione generata è zero.

Grazie a questa strategia, lo Stato A aumenta la propria produzione di terre pregiate del 12%, e di conseguenza decide di abbassarne il prezzo. Ora più nazioni estere decidono di comprare terre dallo Stato A: PIL e ricchezza aumentati del 10%.

Lo Stato B, vistosi ridurre il PIL del 10% a causa dello Stato A, decide quindi di costruire la medesima infrastruttura.

Il problema è che l'Unione Europea non gli consente di sforare in debito il 10% del PIL, e il loro attuale PIL è di 9 miliardi di euro.

Si rivolge quindi a Bruxelles, che ne autorizza lo sforamento, ma con delle condizioni inviolabili.

Le più importanti sono: il progetto deve rispettare tutte le normative europee sui materiali e il tipo di struttura, e il ponte verrà costruito passando da una gara d'appalto europea. Costo finale stimato: 5 miliardi di euro.

Lo Stato B accetta.

Dopo 2 anni ha il progetto.

Dopo 4 anni la gara d'appalto viene vinta da una ditta tedesca.

Dopo 10 anni il ponte è concluso.

In questi 10 anni lo Stato B, su quei 5 miliardi di euro al 5% annuo, ha pagato quasi 2 miliardi di euro SOLO IN INTERESSI.

A differenza dello Stato A, lo Stato B non ha investito internamente, dato che i lavori vengono svolti da aziende estere, non ha aumentato l'occupazione, molte meno tasse sono rientrate nelle casse dello Stato, e molte nazioni estere ormai comprano dallo Stato A. Quindi, ha dovuto fare nuovo debito per ripagare il debito precedente.

Nel frattempo lo Stato A ha costruito una ferrovia, ora ha aumentato la produzione del 40% e vende il prodotto al 30% in meno rispetto allo Stato B.

Dopo questi 10 anni lo Stato B va in default a causa degli interessi sul debito, i suoi abitanti migrano in Germania o in Inghilterra a fare da manodopera sottopagata, e la stampa europea accusa lo Stato A di essere una dittatura nazista in quanto il suo Presidente è stato rieletto per la terza volta di fila dopo aver aumentato la ricchezza del 30% in 10 anni.

Fine.

+11 punti
16 commenti

@Centurione_

un anno fa

l'unione europea è una stronzata sotto tutti i punti di vista

+1 punto

@eliminato

un anno fa

Su dio non leggerò tutto ciò 🙏😭

0 punti

@Carlous_Rex

un anno fa

Allora sono il primo a criticare l'eccessiva burocrazia Europea... Però stampare il 10% del proprio PIL in un anno non genere inflazione? Penso che l'esempio dell'amministrazione Biden parli da sé

0 punti

@Carlous_Rex

un anno fa

Mmm non mi convince. Emettere moneta genere sempre inflazione. Poi come dici te, ci sono volte in cui genera un quantitativo basso... Ma il 10% del PIL? Mi sembra troppo alto

0 punti