@Dynam0

24/03/2026 alle 14:03

Un posto in cui tornare.

Un posto in cui tornare.

Ci sono persone che sanno esattamente dove stare.

Hanno un posto, una direzione, qualcosa a cui appartenere.

Poi ci sono io.

Io che entro in una stanza e mi siedo, parlo, rido, faccio tutto quello che dovrei fare… ma che dentro resto sempre in piedi.

Come se fossi di passaggio, sapendo in fondo, non fosse il mio posto.

Non è solitudine.

La solitudine la riconosci, la capisci.

Questa è diversa, è più silenziosa, più costante.

È quella sensazione che ti segue ovunque, anche quando sei in mezzo agli altri, è accorgerti che gli altri si trovano... si scelgono, si sentono a casa l’uno con l’altro.

E tu no.

Tu sei sempre "quello che si adatta", "quello che si inserisce", "quello che riesce a stare ovunque…" ma che in fondo non appartiene a niente.

E allora, purtroppo, impari...

Impari a non dirlo.

Impari a fare finta che vada bene.

Impari a diventare abbastanza per tutti, ma mai davvero qualcosa per qualcuno.

La cosa più dura non è nemmeno questo, ma rendersi conto che, col tempo, inizi a pensare che il problema sia tu.

Che ci sia qualcosa che non funziona, qualcosa che gli altri hanno e tu no.

Allora ti "sistemi".

Ti "aggiusti".

Ti "limi".

Smetti di dire certe cose.

Smetti di essere troppo.

Smetti di essere te.

Fino a quando un giorno ti guardi allo specchio e non ti riconosci più, come se indossassi una maschera.

Ed è lì che capisci. Capisci che non hai trovato il tuo posto.

Ma che, nel tentativo di appartenere a qualcosa, ti sei allontanato da te stesso.

Forse è proprio questo che fa più male.

Il non sapere più se appartieni ancora a te, e quando perdi anche quello… non c’è più nessun posto

in cui tornare.

+12 punti
16 commenti
OP

@Dynam0

3 mesi fa

@Jinx_powpow

+2 punti

@Gothicana

3 mesi fa

Ho pianto 🥺

+1 punto

@IlgiovaneispettoreMorse

3 mesi fa

Saiyuki sigh

0 punti