@Nuvola_al_pesto
Che vuoto

Calcutta fa sempre un certo effetto.
Mi sento su un treno a tutta velocità direzione precipizio.
Sento il corpo che urla, la pelle che frigge e un non so che dentro di me che continua a scavare cercando di uscire. Ecco mi sento come una gabbia si, ma forse sono la gabbia di me stessa.
Penso che sia questo quello che il mio corpo sta cercando di dirmi.
Mi fa un po' ridere sai? Perche da "piccola" quando ho iniziato le prime volte ad aprirmi alle persone, a raccontare come stavo e cosa mi passava per la testa, tutte le volte mi sgridavo. Mi dicevo che dovevo smetterla di aprirmi, che dovevo continuare a tenermi tutto per me, che era piu giusto, non potevo far affidamento su altri.
E ora sono qui, a voler urlare a squarciagola per far uscire me. Non basterebbe no, come fa una persona a farsi vedere da un urlo.
Piu aumenta la voglia di urlare piu la mia testa mi fa vergognare. Ci ho messo un po a capire che è vergogna, perche cacchio quanto è potente. Mi fa venire voglia di sparire, puf, mai esistita. Il mio corpo lo desidera, ogni centimetro di me urla che devo sparire. Disintegrato, essere inghiottita da una voragine e non lasciare neanche un ricordo nelle persone a me care. Penso sia una versione un po estrema della vergogna.
E poi sto tornando a fare come prima, piu ho da dire meno lo dico. Non mi sgrido piu pero, no. Ma continuo a non farlo.
E comunque non mi sono mai aperta a persone che, almeno all'inizio, mi erano troppo vicine. Ho sempre avuto paura di essere vista. Pero ne avevo anche bisogno, ne ho bisogno, e cacchio quanto è bello. Quindi ho iniziato ad aprirmi con persone con cui avevo la sicurezza di poter scappare in qualsiasi momento. Che tristezza pensarci ora, ma è cosi. Poi sono diventate davvero importanti per me, ma sono nate perche la paura era sempre piu forte del bisogno.
Sempre stato, sempre sarà.