@Duolingo
Oggi è la giornata internazionale dell'uomo

Vorrei fare un piccolo commento in merito.
La violenza sulle donne è un fatto comprovato. Pressoché ogni giorno sentiamo parlare di donne uccise, picchiate, maltrattate, stuprate, costrette a fare cose o scelte. Se un ragazzo esce di notte speriamo che torni entro il mattino seguente, se una ragazza esce di notte speriamo che torni. E, a ben vedere, questo discorso non vale solo dopo il tramonto. Ma direi che è già lunga come introduzione.
Il patriarcato è un altro fatto comprovato. Non è di per sé qualcosa di inaudito: in pressoché tutte le società umane conosciute, il sesso di appartenenza determina o determinava uno specifico ruolo sociale, e la larga maggioranza di queste è di stampo patriarcale, inclusa la nostra.
Fatte queste doverose premesse, è un fatto che la violenza sia sbagliata sempre, sia sugli uomini che sulle donne, che su qualunque essere vivente o anche oggetto. Non è assolutamente accettabile una società violenta, e non è assolutamente accettabile una forma di violenza di qualunque tipologia: già da qui, penso dovremmo essere tutti d'accordo che lottare contro la violenza sulle donne è cosa buona e giusta, a prescindere dal resto, perché è una forma di violenza e rifiutarla non esclude, anzi rafforza, il rifiuto verso le altre.
Mo', veniamo a me.
Chi mi conosce sa la mia storia, quasi dualistica: da un lato, un ragazzo cresciuto in un contesto fortemente conservatore e mentalmente chiuso, tra stereotipi razzisti, classisti, omofobi e di genere ben interiorizzati e di cui solo con l'adolescenza sono riuscito a disfarmi, aprendo gli occhi e conoscendo davvero il mondo, e da quel momento ho ritenuto necessario parlarne per salvare altre persone che erano come me; dall'altro, anche quello che quegli stereotipi li ha subiti. Quando nel 2021, ancora credente, vi parlavo di questi temi, dicevo tra il riso e il faceto che "Dio me le sta facendo provare tutte per capire dove sbagliavo". In effetti, a ben vedere, ne ho vissute un po': ho incontrato il mio primo pedofilo a 8 anni ("Desirée da Napoli", voleva fare sexchat e introdurmi al sesso, per pura fortuna non riuscì nel suo intento); sono stato molestato sessualmente diverse volte online e offline; ho osservato coi miei occhi la pochezza di certi uomini; ho potuto persino leggerla nei commenti di Instagram, tra chi, pensandomi donna, prima ci provava anche volgarmente e poi, scoprendomi uomo, mi insultava.
In tutto questo discorso non compare una singola donna.
Credo dunque che, a ben vedere, se abbiamo bisogno di una "giornata dell'uomo", la colpa è da ricondursi sempre e comunque agli stessi uomini di cui sopra e alla mentalità da cui provengono, che è perpetrata e perpetuata peraltro da loro stessi. La giornata dell'uomo di cui si vuole tanto parlare oggi ha le stesse cause (con differenti obiettivi) della violenza sulle donne. Ed è negata dagli stessi uomini di cui sopra, quando, davanti ad un uomo stuprato, dichiarano "Capitasse a me godrei".
Fate vobis.
Buona serata.