@eliminato
Allooora dopo una breve vacanza excomi

Di nuovo qui per un altro capitolo della fanfic lesbo su @ketamine, @ghostgirl e @creepy_girl abbiamo anche un’immagine di copertina ma nkn saprei chi minchia sia chi quindi decidete voi (quella con la felpa grigia palese ghost girl)
Capitolo 2 — /buffering.reality
Il sole entrava piano, tagliando la stanza con una luce pallida e fredda. La polvere danzava nell’aria.
Il silenzio era quasi sacro, come se nessuna volesse essere la prima a spezzarlo.
@Ketamine fu la prima a muoversi.
Si mise seduta sul materasso, i capelli spettinati, le gambe raccolte al petto. Indossava la stessa maglietta della sera prima, e guardava @ghostgirl come se volesse studiarla, ma senza farsi notare.
@Ghostgirl dormiva ancora. O faceva finta.
Aveva il viso girato verso @creepy_girl, che dormiva rannicchiata, una mano sotto la guancia. C’era qualcosa di strano, in quella disposizione. Quasi geometrica. Quasi voluta.
@Ketamine si alzò in punta di piedi e scese in cucina.
Mentre cercava delle tazze — sporche, opache — sentì dei passi dietro di sé. @Creepy_girl, avvolta in una coperta.
«Caffè?» chiese @ketamine, senza voltarsi.
«Hai trovato il filtro?»
«No. Lo sto fingendo.»
Risero piano. Ma sotto quella risata c’era qualcosa di teso. Come due gatti che si studiano con la coda agitata.
Si sedettero per terra, tazza vuota in mano, e iniziarono a parlare. Di niente e di tutto.
@Ketamine aveva una voce calma, ma gli occhi veloci. @Creepy_girl parlava con le mani, a scatti, guardando spesso la scala come se ghostgirl potesse scendere in qualsiasi momento.
E infatti, lo fece.
Scalza, spettinata, felpa grigia lunga fino a metà coscia.
Si appoggiò allo stipite della porta, senza dire nulla per qualche secondo.
«Mi mancava il suono delle persone in cucina,» disse poi.
@Ketamine la guardò.
«Sembra che tu viva in un silenzio costruito apposta.»
«Forse sì,» rispose ghostgirl. «Ma voi suonate bene.»
La colazione fu caotica e imperfetta: biscotti mollicci, acqua calda, caffè solubile rubato da una vecchia dispensa.
Eppure… c’era calore.
⸻
Più tardi, uscirono.
Passeggiarono in un campo spento dietro la casa, tra alberi secchi e pozze d’acqua.
@Creepy_girl faceva foto con la sua digitale rosa, scattava primi piani delle mani di @ketamine, delle labbra di @ghostgirl, delle scarpe infangate.
@Ketamine si lasciava fotografare. Ma guardava sempre @ghostgirl, come se volesse dirle qualcosa che non riusciva a tradurre.
E @ghostgirl? Guardava entrambe. Ma non si capiva chi stesse veramente guardando.
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Quella sera, nella stanza, il silenzio cambiò.
Non era più sacro.
Era denso.
Pieno di cose non dette.
«Se una di noi se ne andasse domani, cosa succederebbe alle altre due?» chiese @ketamine, fissando il soffitto.
@Creepy_girl rispose prima che @ghostgirl potesse parlare.
«Dipende da chi se ne va.»
Poi si voltò verso @ghostgirl.
«E tu? Ti legheresti a una di noi più dell’altra?»
@Ghostgirl non rispose subito.
Si girò verso di loro, e poi disse:
«Non ho mai saputo amare una persona sola. Non bene, almeno.»
@Ketamine abbassò lo sguardo.
@Creepy_girl sorrise, ma solo con la bocca. Non con gli occhi.
Quella notte dormirono nello stesso ordine della prima.
Ma i corpi erano più vicini.
E i sogni più strani.
⸻
To be continued…