@Weltanschauung
"+EUROPA"

L'idea di un'Europa unita sarà romantica, ma è anacronistica, e soprattutto cozza con la realtà storica e anche quella attuale.
Le nazioni europee hanno avuto i momenti di gloria maggiori quando sono state libere e sovrane, senza alcuna sovrastruttura politica e militare.
L'Italia non ha molto da spartire, ad esempio, con la Scandinavia, i Paesi Baltici e la Polonia, ha interessi strategici diversi essendo rivolta al Mediterraneo, il suo bacino naturale. Non ha alcun motivo per fare la guerra contro la Russia che, al netto di dolorose parentesi storiche dovute a contesti ideologici contrapposti (non più esistenti), è sempre stata una nazione amica con importantissimi accordi economici.
Ora, come può un cittadino medio accettare uno stato sociale al collasso, servizi pubblici ridotti all'osso, un costo della vita in costante aumento, stipendi fermi, pensioni inadeguate e un futuro incerto per le nuove generazioni, mentre assiste all'invio di miliardi di euro per sostenere conflitti militari che non gli riguardano neanche?
Quando si tratta di schieramenti geopolitici ecco che magicamente le risorse sembrano illimitate, mentre i cittadini comuni continuano a fronteggiare difficoltà economiche crescenti.
Non solo vi è l'ennesima assenza di una reazione collettiva e di un'indignazione condivisa a fronte di queste contraddizioni. Abbiamo addirittura manifestazioni a favore di tali provvedimenti fomentate da media e vertici europei.
Se queste nazioni "russofobe" vogliono sfogare la loro frustrazione alimentando il conflitto contro la Russia, seguendo gli interessi di Albione loro istigatrice, facciano pure, ma da sole, senza esigere il nostro coinvolgimento.
L'Italia da quando è dentro l'UE si è vista castrare, ed è vittima di un declino sotto gli occhi di tutti, sta subendo una deindustrializzazione inesorabile, e la popolazione è sempre più in uno stato di malessere evidente.
Per competere nel mondo non è necessario unire nazioni diverse in un calderone per fare numero, e sovrapporre PIL per compiacere la finanza speculatrice. Non è fondamentale nemmeno dal punto di vista militare, perché basta essere ben armati, magari con un proprio arsenale nucleare, e essere avanzati in guerra elettronica e tecnologie belliche, soprattutto quando ai tuoi confini non hai giganti con miliardi di persone.
L'Italia deve orientarsi all'Africa e ai Paesi Latini, guardando anche all'Asia in ottica commerciale. È lì che deve proiettare la sua "potenza", non di certo andando in guerra nelle steppe ucraine contro i russi che invece ci hanno sempre trattato più che bene.
L'eventuale collasso dell'UE sarebbe per noi la più grande opportunità di questo secolo, altro che "+Europa".