@classicista_snob

22/09/2025 alle 14:18

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-contiene descrizioni grafiche-

Nella macchina di uno sconosciuto, chiacchere senza uno scopo, cosa fai nella vita, che musica ascolti… l’atmosfera è asciutta, oscillante tra il silenzio imbarazzante e le parole vuote.

La notte è blu e la macchina è piccola. Sono solo una scopata per sfogarsi dopo il lavoro. Un pensiero che elaboro soltanto dopo. Non mi aspettavo niente. O forse sì? Ho ancora in me dell’ingenuità da spendere?

Giriamo per le strade vuote al confine di ****** in cerca di un parcheggio. Il più buio possibile. Non c’è una vera ragione per la quale inizia a pizzicarmi il corpo. Mi viene da ridere, non comprendo. Mi pizzica i fianchi, la schiena.

Non c’è neanche un vero motivo per il quale mi bacia, non una parola diversa per creare atmosfera, un gesto più intenzionale. È solo una lingua troppo grande dentro la mia bocca. Mi tira come mi volesse girare. I sedili davanti sono scomodi, sono tutta contorta.

Mi tocca il seno, mi slaccia i pantaloni. Dovrei toccarlo anche io, lo so, funziona così. Non sono capace. Aspetto che sia lui a cercare la mia mano ed appoggiarsela sul cazzo.

“Vuoi andare dietro?” “sì” che è l’unica cosa che so dire. Deve andare così, non è molto importante quello che voglio. Mi sono messa in questa situazione ed ora scorro con essa come ho sempre fatto.

Passiamo dietro, tira fuori il cazzo, mi bacia male ancora e poi mi spinge la testa verso il basso. Odio avere le mani degli uomini sul collo. Non dico nulla. Ancora non so cosa mi aspetta. Lo prendo in bocca, ci gioco un po’, va bene fino a che non mi spinge la testa in fondo. Troppo. Dura poco con mio sollievo. Non lo rifà. Vuole scopare.

Per grazia di dio si mette il preservativo, mi stende sul sedile, le gambe alzate. Mi entra dentro e mi fa male, non dico nulla e stringo solo gli occhi. “Adesso passa penso” ma il dolore dura più del previsto. Mi afferra il collo senza stringere, ma con forza, odio la sensazione. Non dico nulla.

Mi scopa, e poi a un tratto mi metto a piangere. Forse è tutto troppo squallido, forse ho pena di me stessa. Si ferma, esce. Mi chiede se va tutto bene se voglio un po’ d’acqua. “Scusami mi dispiace adesso mi passa”, è gentile mi dice non fa niente e mi lascia piangere sulla sua spalla. Cerco di ricompormi il più in fretta possibile, anche se vorrei solo piangere e andarmene a casa. Raggiungo una sorta di contegno e lui vuole ancora scopare. “Cambiamo posizione?” non mi resta che dire sì, come sempre. E così sono accucciata a quattro zampe nel retro di una macchina con la testa che batte leggermente e ritmicamente sulla portiera, sempre quelle mani troppo forti introno al collo. Le odio profondamente. Chiede se mi piace, faccio fatica a rispondere. Mi da uno schiaffo sul culo. Dice qualcosa sul portarmi a casa sua la prossima volta, come se gli stesse piacendo particolarmente, sono stupita. Ad ogni modo non sono in grado di articolare risposte.

Mi tocca proprio lì e mi provoca un piacere totalmente distaccato dalla testa. Abbiamo finito. Mi dice qualcosa che non capisco, forse sul togliersi il preservativo e dico l’unica cosa che so dire.

Voglio solo tornare a casa, e i minuti che precedono la sua proposta di riaccompagnarmi sono interminabili. Il desiderio di non essere lì è devastante. Faccio fatica a tirami su i jeans e richiuderli

Quando mi lascia davanti a casa mi dice “mi dispiace tu sia stata male, buona serata”. I miei capelli che erano raccolti in una crocchia precisa sono mezzi cadenti e le forcine puntano da ogni parte, cammina sotto il porticato di casa con le lacrime agli occhi e lo squallore appiccicato ad ogni centimetro del mio corpo

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1 commento

@eliminato

un anno fa

Wo.. hai trasmesso il disagio che hai provato

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