@Manzarek

10/05/2025 alle 17:06

Le immagini rimbombano in testa

Le immagini rimbombano in testa

È importante fermarsi.

Ogni tanto dimentico quanta solitudine e quanta fugacità ci sia in ogni aspetto della vita, e inevitabilmente ci casco dentro e ne rimango affogato. Sogno di perdere i denti, una sensazione molto sgradevole ma che rende bene ciò che si prova: impotenza, totale passività di fronte al brutale corso degli eventi.

Dimentico spesso di prendere del tempo per me, è molto importante farlo e ogni volta è come un'illuminazione. Faccio una vita intera a venire incontro a tutti, a comprenderli, a cercare di rispettarli. Addirittura fidandomi, cerco di abbandonare i miei blocchi per provare a dar ragione agli altri, a credere pure io che il mondo non faccia davvero così pena. Ma non so, non sono nemmeno più stupito, sono solo più riflessivo. Passo giorni senza fare nulla se non pensare, perdendomi in me stesso, e ne esco diverso, ogni volta.

Per quanto io possa comprendere e accettare la realtà, fatico a metabolizzare quanto il mio punto di vista non possa essere mai preso in considerazione dagli altri. Va sempre in secondo piano, e spesso va bene così, però alla lunga fatico davvero a non collassare. Ho tanta energia e buona volontà, ma non riesco proprio a coprire tutto, e sono troppo innamorato della vita per essere egoista. Cerco inesorabilmente complicità e condivisione ma so che anche se mi convinco che l'importante è essere felici, rimango ferito, e il modo in cui solo io mi accorgo di quanto e come lo sono, sotto sotto mi fa male. Io non sbandiero né nascondo le mie ferite, tendo solo ad essere restio, è perché ci tengo molto.

Mi sento un fallimento come persona quando io non sono altro che un sereno passatempo, che non vale più di qualche vago pensiero, che non è degno nemmeno di avere ricambiata la giusta lealtà.

Mi mette proprio tristezza, dover capire e comprendere le storie degli altri anche quando gli elementi sono volutamente nascosti, e ne subisco giustamente le conseguenze e i giochi annessi, e allo stesso tempo non essere compreso nemmeno quando io gli elementi li fornisco, vederli scivolare piano piano senza che vengano custoditi a dovere, come lacrime che evaporano subito lasciando minuscoli cristalli di sale sulla pelle.

Probabilmente me lo merito, credo che in fondo non si possa trovare un colpevole a cui affidare la responsabilità di tutto, forse dare per scontata la reciproca stima, fiducia e libertà di essere è davvero troppo ottimista, utopistico quasi.

Mi sento così, un giovane illuminato da una realtà a risparmio energetico, tremendamente solo.

+3 punti
2 commenti

@Morphine

un anno fa

ma cazzo. ma sei letteralmente me. porca troia.

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@eliminato

un anno fa

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